San Damiano d'Asti

Paese dell’ alto Monferrato situato a 179 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si estende su di una superficie di 4800 ettari ed ha una popolazione di circa 8200 abitanti.
L’ abitato si sviluppa su di una piccola altura, sul lato sinistro del torrente Borbore.

Tutto il territorio dell'attuale Comune di San Damiano era compreso, in epoca medioevale, nel Comune di Astixio, importante e grande Comune rivale e nemico di Asti.
Nel territorio si trovavano diversi castelli, con borgo circostante; i più importanti erano quelli di : Gorzano, Castelnuovo, Lavezzole appartenenti a signori imparentati tra loro come i Garreti e i Barrachi, mentre un quarto importantissimo borgo e castello feudale era quello di Marcellengo (ora Torrazzo) prima del Vescovo di Asti e poi dei Monaci Benedettini.
I Castellani, alleati con altri e capeggiati da Alba, combatterono per lunghi periodi contro Asti. Quando, verso la metà del XIII secolo, Carlo d'Angiò dalla sua Provenza entrò in Italia, Astixio si alleò con gli Angioini contro Asti ed i suoi alleati. La guerra si protrasse fino al 1274 quando gli Astesi sbaragliarono i nemici a Roccaverano; per Astixio fu la fine, i castelli del "sandamianese" furono distrutti e gli abitanti dei borghi medioevali furono costretti a trasferirsi nella "villanova" che si chiamò dei SS.Cosma e Damiano dalla preesistente chiesetta dedicata a San Damiano.

Nel Memoriale di Guglielmo Ventura cronista di Asti, vissuto proprio in quell'epoca, al cap.XI si parla della fondazione di San Damiano iniziata nel 1275 e terminata l'anno successivo. Nel giorno dell'inaugurazione, all'ora della cena, avvenne un gran terremoto ( così recita la traduzione del testo del Ventura ".....lo so perché vi ero presente......). I lavori di edificazione del paese furono diretti dal Capitano del popolo Oberto Spinola, questo spiega come la pianta del paese appaia opera militare, simile proprio all'Oppidum Romano.

Il paese venne dotato di mura di cinta, torri, una fortezza o castello, dove oggi è la chiesa dei SS. Cosma e Damiano. Qui si apriva una porta d'accesso al paese, detta "Sotera", tramutata poi nel campanile della chiesa stessa; un'altra porta si apriva a mezzogiorno, detta "Severa".
San Damiano fu subito considerato uno dei perni di tutto il sistema difensivo del dominio astese. Rimase soggetto alla città di Asti, anche se ebbe un suo governo comunale con un suo Podestà, i Sapienti, Consigli e Statuti.
Intorno alla metà del sec. XIV passò sotto il Marchese del Monferrato e per una ventina di anni subì le conseguenze delle alterne vicende della continua guerra tra il Monferrato ed i Visconti di Milano, come pure della guerra tra il Monferrato ed i Principi di Savoia Acaia.

Il secolo XV trascorse per il Comune di San Damiano alternando periodi di pace a periodi di guerra sempre seguendo le lotte e le sorti del Monferrato. Alla fine del '500 e per tutto il '600 il Piemonte fu tormentato da una lunga serie di guerre tra Francia e Spagna e subì continue invasioni straniere. Anche San Damiano subì la violenza straniera, cruente battaglie, occupazioni e ben quattro terribili assedi.

In data 8 febbraio 1597 furono istituite le due Fiere annue, che sussistono tuttora, quella di San Giuseppe e quella dei Santi.
Nel secolo XVII San Damiano subì ancora parecchi assedi da parte delle truppe dei Duchi di Savoia che miravano ardentemente ai territori del Monferrato che intersecavano i loro possedimenti. La guerra tra Monferrato ed i Savoia terminò con la ben nota pace di Cherasco firmata il 6 aprile 1631 e confermata l'anno successivo con il trattato di Mirafiori con il quale San Damiano passava definitivamente ai Savoia.

II 25 luglio 1633 San Damiano venne eretto in Feudo a favore dei Marchesi di San Martino d'Agile e San Germano e rimase a questa famiglia fino al 1720.
Succedevano, con il titolo di Conte, i signori Carlevaris, famiglia di San Damiano di antichissima origine.

Nel secolo XVIII si andavano diffondendo anche a San Damiano le idee di Libertà, nate con la Rivoluzione Francese e portate da Napoleone con tutti i risvolti positivi e negativi propri delle rivoluzioni.

Nel luglio del 1797 alcuni giovani guidati da certi Giuseppe Valentino e Giuseppe da Canale tentarono di sollevare la popolazione inneggiando alla Costituzione della Repubblica, così come era avvenuto ad Asti.Il loro tentativo, però, non riuscì e ne seguirono feroci reazioni.

Si giunge così al secolo XIX e troviamo molti giovani sandamianesi tra le file dei liberali durante i moti rivoluzionari scoppiati in Piemonte per ottenere dal Re la Costituzione.
Un avvenimento di un certo rilievo "mondano" fu la visita nel paese della Regina Maria Cristina, vedova del Re Carlo Felice, nel 1834 durante la sua villeggiatura presso il Castello di Govone. Essa fu ospite per un giorno del Conte Carlevaris e le furono attribuite grandi feste.

II giorno 18 aprile 1880 fu posta la prima pietra del ponte sul Borbore, opera che fu grandemente promossa e sostenuta dal sandamianese prof. Felice Daneo, allora consigliere provinciale. Il ponte prese il nome dal generale Garibaldi, che lo inaugurò mentre si recava a San Marino, paese natio della sua seconda moglie Francesca Armosino (frazione Saracchi).
Qui termina la storia antica di San Damiano ed entra nella storia moderna, ormai San Damiano seguirà la storia d'Italia.

Anna Maria Cirio,
autrice del libro "Conoscere San Damiano"
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