Tema della sfilata: “le rogazioni negli anni Cinquanta”

Le rogazioni ( dal latino rogatio che significa “Preghiera”) erano processioni penitenziali di antichissima origine ; di rilevanza ed imponenza minori rispetto alla Processione del Corpus Domini e a quella del Venerdì Santo ma autentica espressione religiosa del mondo contadino, si svolgevano il 25 Aprile, giorno di San Marco (Litania maggiore) e nei tre giorni precedenti l’Ascensione (Litanie minori) e con esse si invocava la benedizione del Signore sui raccolti. La rogazione di San Marco era anche detta Processione dei “Bigát” , perché in questa occasione le donne portavano in seno sacchetti contenenti “La smens di bigát”, le uova da cui schiudono i preziosi bruchi: San Marco fecondava così i “Gianín”, minuscoli ma importantissimi coadiuvanti dell’antica economia contadina: San Damiano ai primi del Novecento era, dopo Asti, il più importante esportatore di seta della provincia
La processione principale si snodava attorno al paese, le altre erano dirette alla campagna, con soste ai piloni e alle cappelle votive.
Aprivano il corteo le Figlie di Maria, ragazze nubili, vestite di bianco con lo stendardo della Madonna e di Sant’Agnese; seguivano le Umiliate, donne sposate, vestite di giallo con lo stendardo di Santa Elisabetta, loro patrona, e la croce nera senza Cristo, che si dedicavano ai poveri, ai malati e ai riti funebri; indi la Confraternita dei “Battuti”; a seguire, le Rosine , associazione privata di donne fondata nel ‘700 da Rosa Govone , che, senza voti religiosi, vivevano comunitariamente la propria fede , si dedicavano al ricamo ed impartivano nozioni di catechismo ai ragazzi; poi i due parroci di Santi Cosma e Damiano e di San Vincenzo, che indossavano come unico paramento la mozzetta rossa, i chierichetti ed infine la gente: bimbi, adolescenti, giovani,donne, uomini.
La processione era intervallata da soste, durante le quali il sacerdote celebrante aspergeva la terra con acqua lustrale, volgendosi verso i punti cardinali.
I partecipanti, soprattutto ragazze e bimbi portavano in mano mazzolini di fiori primaverili, margherite, primule e lillà, cantavano le litanie dei Santi e recitavano:

ab omni malo
ab ira tua
a flagello terremotus
a peste, fame et bello
a subitanea et improvvisa morte
ab insidiis diaboli
a fulgore et tempestate
a morte perpetua
ut fructus terrae dare et conservare digneris,

Te rogamus, audi nos.
Con tali preghiere i contadini volevano assicurare la fertilità dei campi e allontanare le minacce spirituali e materiali.
Le rogazioni erano di grande suggestione, perché avvenivano nel primo sole del mattino, in un tripudio di colori e profumi primaverili, di voci femminili e maschili salmodianti: erano il rigenerarsi della speranza umana nei giorni del risveglio della natura.

 
 
 
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San Damiano d'Asti